Il Suono

Possiamo imparare molto dal suono, il quale attraverso il potere della metafora può guarirci e portarci verso nuove comprensioni.

Osservando quello che ci accade mentre ascoltiamo della musica possiamo capire molto su come noi funzionano e su come creiamo e rispondiamo alla realtà.

Il suono è vibrazione e energia, ed ha un profondo impatto su di noi. Quando ascoltiamo musica, non impegniamo solamente il nostro senso dell’udito, ma siamo coinvolti, con la nostra immaginazione, in un interazione energetica che va al di là di quanto riusciamo a percepire con i 5 sensi. La musica crea patterns, invisibili forme in movimento che vibrano nello spazio e che ci attraversano. “Osservando” queste forme noi le co-creiamo, diventando al contempo osservatori e creatori di quanto ci sta accadendo. L’osservazione coincide con la creazione. Legandoci a queste forme rimaniamo impigliati in un labirinto che noi stessi abbiamo creato. Attingendo dalla mia esperienza, vedo che c’è un’ importante scelta che siamo in grado di compiere: scegliamo noi se voler prestare attenzione al suono con le sue invisibili forme in movimento e scolpirgli addosso il nostro significato, oppure se preferiamo guardare le forme dissolversi come fumo e osservare i loro intrecci. Il nostro stato di consapevolezza fa tutta la differenza. È un po’ come la differenza tra fare un sogno oppure fare un sogno sapendo di stare sognando.

Ho notato che più seguo gli intrecci creati dal ritmo e le pulsioni dell’armonia, più quel mondo sonoro si fa concreto per me. Anche se non viene creata materiale palpabile, le mie emozioni e il mio stato d’animo cambiano drasticamente, e con esse anche le mie condizioni fisiche, seppur sottilmente. In questi momenti mi rendo anche conto della capacità che ha la musica di indurre stati di trance, per mezzo della ripetizione ritmica di frasi musicali, che con il loro susseguirsi sottolineano l’esistenza di una struttura e creano un loop, un nodo, un labirinto. Più noi seguiamo e assecondiamo l’intreccio sonoro, più consolidiamo, simbolicamente , le pareti del nodo dentro il quale circoliamo.

Possiamo utilizzare queste comprensioni per fare luce su altri aspetti della nostra vita, e capire il perché facciamo esperienza delle cose in un determinato modo anziché un altro. Ci sono forme-pensiero e forme di comportamento che sono “suonate” a tutto volume dalla nostra società, e mentre le osserviamo vi diamo significato, le co-creiamo, proprio come succede con la musica. Usiamo queste forme come se fossero una modello da seguire e a partire da questi modelli costruiamo un mondo di realtà, servendoci di strumenti quali la nostra immaginazione e le nostre emozioni. Quando poi dimentichiamo di essere i costruttori di queste realtà, rischiamo di rimanervi intrappolati dentro e di rimanere bloccati in situazioni che sembrano non voler cambiare.

Noi definiamo il nostro mondo.

In che modo può la musica aiutarci a capire come questi meccanismi funzionano e come questi schemi sociali possano avere una tale presa su di noi? 

Una delle analogie già citate è la ripetizione. La ripetizione crea identità. Ci piace la ripetizione perché ci fa sentire al sicuro. La ripetizione è il velo dell’illusione che ci fa credere che le cose abbiano una loro identità, mentre nasconde una grande verità: che tutto cambia, come cambia la nostra stessa faccia che riconosciamo guardandola allo specchio, o la cultura di un popolo. I nostri mass media creano una griglia di segnali ripetuti così densa e costante che possiamo camminarci sopra, perdendo di vista la terra sulla quale un momento prima poggiavamo i piedi.

Siamo come dentro una bolla che abbiamo paura di rompere perché non ricordiamo più bene come ci si sente al di fuori e non siamo più del tutto sicuri che le cose vadano bene fuori dalla bolla. Va benissimo stare dentro la nostra bolla, così  come va benissimo gustarsi e perdersi all’interno di una canzone. Ma se la canzone comincia a farci sentir male, potrebbe essere utile ricordarsi che quella è una canzone, e che possiamo rompere la bolla di ipnosi semplicemente essendone consapevoli

Ritornando al tema della musica, possiamo notare qualcos’altro riguardo la ripetizione. La ripetizione non solo è presente su larga scala nella struttura di un brano musicale, ma anche nelle viscere degli stessi suoni che compongono quella musica. È presente nell’aspetto vibratorio della frequenza. Difatti ogni nota non è altro che una vibrazione ripetuta ad una data velocità. Senza vibrazione non c’è seduzione, non c’è comprensione. Senza ripetizione c’è soltanto rumore frammentato che non siamo in grado di riconoscere. Non una salda realtà sulla quale possiamo camminare.

La frequenza di un suono è ripetizione. Il tono manifestato dalla frequenza dipende dalla velocità alla quale la vibrazione si verifica. Dissezionando il suono scopriamo che il tono, del quale noi facciamo esperienza ascoltando musica, è la facciata superficiale di una vibrazione. 

Analogamente la fisica quantistica ci dice che la materia è un campo vibratorio, o in altre parole, un campo di energia. Più ci addentriamo nello studio e la dissezione della materia, più ci rendiamo conto che la solidità e la consistenza che riconosciamo a livello apparente è l’effetto superficiale di un campo di energia vibrante.

La stessa comprensione la troviamo nelle tradizioni spirituali di diversi popoli, come in India, dove, nelle scritture Vediche, la creazione dell’universo è descritta come la manifestazione e l’interazione di tre processi cosmici denominati: nada, bindu e kala. Nada significa “vibrazione”, il battito cardiaco dell’universo, che nella manifestazione del creato esiste nell’aspetto del suono. Bindu rappresenta un punto, o nucleo. Kala è un raggio di energia che emana dal nucleo (bindu) a causa della vibrazione creata da nada. Nada è anche nota con il nome di Anahada Nada, che significa “suono senza inizio”, o “suono infinito”, la vibrazione sottile che costituisce l’universo intero, la fonte primordiale di energia.

Alcune citazioni:

“Se si vuole trovare i segreti dell’universo, bisogna pensare in termini di energia, frequenza e vibrazioni”

– Nikola Tesla –

“Chi conosce il segreto del suono, conosce il mistero dell’intero universo”

– Hazrat Inayat Khan –

“Nel principio era la Parola e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio”

– la Bibbia (Giovanni 1:1) –

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